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I Nuovi Fondi Europei 2014/2020

Pubblicità Progresso: fra Demagogia, Soldi e mancate Analisi!

 

Incontro FSE Urbino

Con queste cinque parole potremmo sintetizzare il succo dell'Incontro per discutere dei nuovi Fondi Europei 2014/2020 (Urbino 11/10/2013), svoltosi oggi in quel di Urbino. Evento organizzato dagli Agricoltori locali, probabilmente ignari di alcune Direttive Europee di cui diremo dopo, nonché dal Capogruppo della principale lista di minoranza, nella sua doppia veste di Oppositore del PD in Comune e di Agricoltore sostenitore del PD in Regione (niente paura, dopo l’enunciazione del Principio di indeterminazione di Heisenberg, anche questo è possibile!)

Pubblicità: quella che il Presidente dell'Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi e l'Assessore alle politiche comunitarie Paola Giorgi, non hanno risparmiato all' Europa. Questa Europa delle Banche, per dirla con il Premio Nobel per l'Economia Paul Krugman, nelle loro parole diventa la meravigliosa "Europa delle Regioni", così attenta al nostro benessere tanto da farci arrivare molti bei Soldi (altra parola chiave) in sostituzione dei Soldi (sempre loro, come vedremo meglio dopo) "che ormai Stato ed altri Enti territoriali non possiedono più"! Parole del Presidente Solazzi.

Progresso, alias Sviluppo economico: quello che l’impiego dei Fondi Europei consentirebbe ai nostri territori, soprattutto in quanto in grado di sviluppare le piccole imprese e metterle in grado di competere a livello, nientepopodimeno che globale nonché di sviluppare l’agricoltura di “qualità”. Il tutto anche aiutando le aziende in crisi di liquidità. Assegnando loro parte dei fondi? Giammai! Parole ancora del Presidente Solazzi, bensì girando i fondi al sistema finanziario che poi li presterà loro dietro congruo interesse, ci mancherebbe! Ecchediamine! Siamo Agricoltori, mica Contadini!

Demagogia: la parola profferita a fiumi dai relatori, particolarmente dall'Assessore alle politiche comunitarie Paola Giorgi, appena rientrata, bontà sua, da Brussel. Non nel senso di discorsi demagogici prodotti, come suol dirsi: “ai posteri l’ardua sentenza”! Bensì come parola, più volte adoprata, per indicare coloro che osano mettere in dubbio le “Magnifiche sorti e progressive” di questa Europa. Inutile dire che noi ci siamo sentiti subito chiamati in causa, in effetti abbiamo una lunga coda di paglia, come vi sarà chiaro dal prosieguo della lettura.

Soldi: il “Motore Immoto”. Così, siamo certi, un reincarnato Aristotele apostroferebbe, in modo politically correct, ciò che altri chiama “sterco del Demonio”! Inutile dire che qui siamo al cuore del tema odierno: i Fondi, ovvero gli Sghei, che mamma Europa, se facciamo il compitino, pardon il Progettino, ci elargisce nella sua immensa premura per il benessere dei suoi Popoli!

Analisi: la grande assente! Tanto magnificare l’esistenza di questi Fondi Europei e nessuno che spieghi agli astanti, ed anche agli Agricoltori, magari un po’ lontani dal loro “campo”, da dove provengono questi soldi. Tanto magnificare l’importanza dell’”aiuto” dell’Europa allo sviluppo dell’Agricoltura di qualità, ergo biologica e/o biodinamica, e nessuno che spieghi come mai, con la mano sinistra l’Europa elargisce soldi per l’Agricoltura di “qualità”, mentre con la destra firma direttive per favorire l’Agricoltura “Industriale”. Ossimoro, quest’ultimo, che dovrebbe preoccupare i veri Agricoltori più di quanto li allarma la presenza di parassiti nelle loro colture! L’ottimismo della ripresa, e nessuno che spieghi da dove si origina tale crisi, e dunque quali importanti cause andrebbero a rimuovere l’utilizzo dei fondi Europei, tanto da far sì che la crisi economica possa essere superata!

E allora sotto con la “Demagogia”, proviamo noi a fare un minimo di quell’analisi che oggi è mancata!

Certo non ci metteremo qui a discutere le cause della crisi, dotti economisti e premi Nobel dell’Economia l’hanno già fatto per noi, e a loro noi, umilmente (per approfondire l'argomento: LA CRISI D’EUROPA IN 80 SLIDES).

Ma dal dire due sintetiche parole per spiegare da dove vengono questi astratti Fondi, ergo “Soldi Europei” non possiamo certo esimerci.

Ma prima le Direttive a cui abbiamo accennato. I bravi Agricoltori oggi presenti, secondo gli esimi relatori, dovrebbero afferrare al volo le “opportunità” offerte loro dall’Europa per sviluppare una Agricoltura di qualità. Allora vediamole alcune di queste “opportunità”

Direttiva 2002/55/CE – Ortaggi – Commercializzazione delle sementi – Divieto di commercializzare sementi di varietà che non sono ammesse ufficialmente e non sono registrate nel catalogo delle varietà.

Un mio amico contadino, mi spiega che, l’insalata del suo orto, essendo una varietà autoctona e “antica” è più resistente ai parassiti e dunque perfetta per l’agricoltura biologica, ma, purtroppo è illegale e, ogniqualvolta vede passare sopra casa un elicottero giallo, teme che lo vengano a prendere come successo a quel ”contadino” del Sasso che per hobby curava un rigoglioso campo di “erba” (medica anche quella, secondo alcuni… Ma non datela agli animali!). (Un interessante articolo sul tema qui: http://www.disinformazione.it/UE_vieta_sementi_tradizionali.htm)

Direttiva 2001/18/CE, come riformata dall’ Ordinanza dell’8 maggio 2013 della Corte di Giustizia dell’Unione europea, IX Sezione (consultabile qui: http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/06/26/la-corte-di-giustizia-europea-apre-alle-coltivazioni-ogm/) la quale ha stabilito che “la messa in coltura di organismi geneticamente modificati non può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione quando l’impiego e la commercializzazione di tali varietà sono autorizzati ai sensi dell’articolo 20 del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003 (…)”. Gli OGM stanno alla Agricoltura biologica e biodinamica, ovvero di qualità, come i “cavoli stanno alla merenda”, dunque inutile commentare!

E veniamo ai Fondi Europei. Nel corso del 2012 l’Italia ha versato al Bilancio Generale dell’Unione europea risorse per un importo complessivo di 15.973,19 milioni di euro, a fronte di risorse comunitarie ricevute per un totale di 9.768,94 milioni di euro. Nel corso del 2012, quindi, l’Italia ha sperimentato un saldo netto negativo di 6.204,25 milioni di euro (Fonte: Ragioneria Generale dello Stato, consultabile qui: http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Attivit--i/Rapporti-f/Le-Pubblic/Flussi-Fin/). Si avete letto bene! Quei soldi che, secondo la dotta analisi del Presidente Solazzi, l’Italia non ha più e che dobbiamo dunque sostituire con i Fondi Europei, sono in realtà una parte degli stessi soldi italiani che l’Italia ha versato alla UE. Vi siete persi? Allora ve lo dico con l’esempio di un mio amico Agricoltore…pardon Contadino! “Ho raccolto le zucche ed ho dato al Consorzio il sacco di sementi che avevo messo via per la semina dell’anno venturo, ed ora non posso piantare nulla. Per fortuna che sono socio del Consorzio che, se presento un progetto dove dico quante e quali zucche voglio piantare mi rende disponibile mezzo sacco di semi!” Adesso è più chiaro? Purtroppo non è mica finita! E no! Perché dove li ha presi l’Italia quei 15.973,19 milioni di euro che ha dato all’Europa? Ma dall’Europa, che diamine! O, meglio dalla Banca Centrale Europea, visto che l’Euro non è di nostra proprietà e non potendocelo stampare da soli come faceva la nostra zecca con la vecchia Lira, siamo costretti a prenderlo in prestito dalla BCE (o dai mercati, che poi è lo stesso). Purtroppo, come sanno tutti gli Agricoltori, incluso il bravo Gambini, che oggi ha richiesto pubblicamente alle Banche di “smettere di prestare soldi solo a chi li ha già” stante ”l’evidente fallimento di queste politiche”, per prestarli anche a chi pur senza soldi, ha però buoni progetti di ”business”, su tali prestiti bisogna pure pagarci gli interessi! (Nel frattempo qualcuno informi Gambini che le Banche lo stanno già facendo! Infatti continuano a prestarci allegramente soldi nonostante il nostro rosso in conto corrente sia pari a circa € - 2.071.929.736.238,00 e, peraltro, il nostro piano di “business” consista soli in tagli e aumento delle tasse!). Dunque, ricapitolando (scusateci la semplificazione dell’aver tolto il “mercato” da questa partita di giro, ma la sostanza non cambia), noi chiediamo soldi in prestito all’Europa, che ovviamente dobbiamo restituire con tanto di interessi, poi li versiamo nelle casse dell’Europa, e questa infine c’è ne rigira una parte sotto forma, appunto, di Fondi Europei! “Ma allora”, ha concluso il mio amico contadino, “i semi delle zucche il prossimo anno me li tengo per me!” E si! Beato Contadino! “Scarpe grosse ma cervello fino”, lui può ancora farlo, infatti le zucche son pur sempre sue! Noi invece, o meglio il partito di Solazzi e gli altri sodali, hanno, in spregio alla Costituzione, ceduto la nostra Sovranità Monetaria, ergo la proprietà delle nostre Zucche, ai privati possessori della Banca Centrale Europea e del Sistema delle Banche Centrali dei Paesi Europei! Ma allora chi ci ha guadagnato da tutto questo e chi continua a guadagnarci? Il mio amico contadino dice che lui non ci ha guadagnato nulla! Ma in fondo lui è solo un contadino! Magari gli Agricoltori che oggi erano in sala?

P.S.: ci scusiamo con l’Assessore alle Politiche Agricole della nostra Regione, della quale non abbiamo potuto seguire l’intervento, causa il suo ritardo e i nostri impegni, magari avremmo potuto chiedere a lei di prendersi l’onere di spiegare all’Europa quello che contemporaneamente seminano le sue due mani!

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