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Gli strumenti della partecipazione

Trasparenza, partecipazione e condivisione

Gli strumenti per la partecipazione della cittadinanza all’amministrazione della città e dei territori costituiscono il presupposto e la condizione necessaria affinché le proposte programmatiche possano trovare, efficacemente, concreta applicazione.  Non necessariamente si tratta di concepire strumenti “nuovi”, più spesso, invece, è sufficiente dar applicazione alle numerose leggi, purtroppo non applicate, in materia di partecipazione popolare e trasparenza amministrativa. Da ultimo, anche gli strumenti amministrativi “tradizionali” andranno applicati ispirandosi alle regole di buon senso che garantiscano la più ampia partecipazione della cittadinanza.

Il Consiglio Comunale

Per sottolineare e riaffermare l’importanza di quest’organo collegiale in termini di partecipazione e di rappresentatività è indispensabile pianificarne gli svolgimenti su tutto il territorio comunale (non solo quindi presso le sale municipali urbinati) ed in giorni ed orari che rendano possibile la massima partecipazione.

Istituzione della Commissione Natura

E’ prevista all’articolo 10 della Legge Regionale  del  13 marzo 1985. E’ presieduta dal Sindaco ed è composta da rappresentanti del consiglio comunale, della commissione edilizia, degli studenti ed insegnanti, delle associazioni naturalistiche, culturali e turistiche, venatorie e agricole, designati dagli organi interessati che svolge compiti di suggerimento di iniziative volte alla sensibilizzazione della pubblica opinione nei confronti dei problemi della protezione della natura e può segnalare le infrazioni agli organi incaricati dall’accertamento delle trasgressioni. Si tratta di un organo collegiale che, nel nostro comune, potrà coinvolgere tutte le principali associazioni quali   A.R.S., Cittadinanza Attiva, Comitato Cà Lucio, Comitato Centro Storico, Greenpeace, La Piantata, Legambiente, Protezione Civile, Progetto Acqua, Le Pro Loco, Pro Urbino, le Associazioni Venatorie Riconosciute nonché il WWF. Le riunioni periodiche di quest’organo collegiale si terranno secondo una modalità itinerante su tutto il territorio comunale.

Attivazione del Referendum comunale

Modifica dell’art. 25 dello Statuto Comunale al fine di prevedere l’introduzione dei referendum comunali propositivi ed abrogativi, quali strumenti di partecipazione ai sensi dell’art. 8 del DL 18 agosto 2000, n. 267 Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali.

Il referendum propositivo consente ai Cittadini di proporre l’inserimento nell’ordinamento comunale di nuove norme statutarie o regolamentari o l’adozione di atti amministrativi generali. Il referendum abrogativo consente ai Cittadini di abrogare, parzialmente o totalmente, norme regolamentari o atti amministrativi aventi contenuto generale.

Istituzione dei Forum Territoriali

Si tratta di veri e propri organismi comunali, rappresentativi della popolazione. Gli aventi diritto al voto residenti in un ambito territoriale, riuniti in Assemblee Territoriali, potranno comunicare all’Amministrazione Comunale le proprie esigenze ed esporre richieste e pareri inerenti alle problematiche del territorio. L’Amministrazione Comunale sarà tenuta a rispondere per iscritto a quanto esposto dai Forum e ad informare ed interpellare i Forum sulle scelte strategiche dell’Amministrazione del territorio sin dalla fase di progettazione. I singoli Forum faranno rete tramite loro rappresentanti al fine di condividere informazioni e idee, coordinare attività comuni ed esprimere collegialmente pareri o avanzare proposte.

Potenziamento dei servizi distribuiti attraverso Internet

Adeguamento del portale Internet comunale alle normative vigenti in tema di accessibilità, verifica ed integrazione dei contenuti pubblicati a garanzia della massima e più completa trasparenza. Introduzione di nuovi servizi interattivi che garantiscano, anche da remoto, la partecipazione della cittadinanza alla vita comunale e che promuovano  l’ascolto dei cittadini e i processi di verifica della qualità dei servizi e di gradimento degli utenti. Potenziare lo scambio di informazioni fra tutte le strutture operanti nell’amministrazione, incentivando e organizzando la comunicazione interna inter-istituzionale.

Bilancio partecipato e bilancio partecipativo

Bilancio partecipato e bilancio partecipativo si intendono spesso come sinonimi, ma in realtà non lo sono. In generale, il bilancio è uno strumento di trasparenza e legalità contabile che permette di rendere conto pubblicamente del proprio attivo (entrate) e del proprio passivo (uscite). La legalità, intesa come rispetto delle norme giuridiche, non si deve svincolare dal concetto di amministrazione: è indispensabile una “guardia” sulle possibilità economiche effettive di un’amministrazione comunale, per evitare corruzione e reati simili. La trasparenza, infine, si snoda sull’esigenza di far sapere al cittadino cosa faccia la Pubblica Amministrazione, poiché il mero aspetto formale delle regole a volte non è sufficiente.

Quest’ultima definizione di bilancio corrisponde con la nozione di bilancio partecipato, che è espressione della democrazia rappresentativa, ossia la partecipazione “indiretta” dei cittadini a tale processo decisionale tramite le loro rappresentanze a livello politico e sociale. Il bilancio partecipativo, invece, è estrinsecazione del concetto di democrazia partecipativa, che si realizza quando i cittadini partecipano “direttamente”: esprimono una loro preferenza verso un certo numero di progetti, da attivare e da concludere nei tempi indicati in maniera approssimativa. Il primo beneficio per il cittadino si ha nel momento in cui la sua decisione assume un peso rilevante all’interno della macchina istituzionale, normalmente protesa solo verso chi amministra la città. Il secondo beneficio è di far esprimere il malcontento verso un certo progetto, attraverso il “diritto al dissenso” (il “non voto”). In ultimo, l’amministrazione può rafforzare il proprio consenso ed avere maggiore legittimazione nella sua azione politica.

In sintesi: “Il Bilancio Partecipativo è un metodo di formazione del bilancio preventivo che richiede la partecipazione diretta dei cittadini alla redazione di specifici capitoli di spesa nei limiti di quanto appositamente stanziato dall’Amministrazione pubblica”.

Limite alla delega

Affermazione principio per cui tutte le volte che le scelte dell’Amministrazione potrebbero avere  un impatto “importante” in termini economici o urbanistici sulla città e sul territorio, i cittadini dovranno essere consultati attraverso un referendum deliberativo senza quorum obbligatorio.

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