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La discarica di Cà Lucio e la gestione dei rifiuti

NO all'ampliamento della discarica di Cà Lucio. SI al porta a porta e alla strategia rifiuti zero.

video minia rifiuti

 

La normativa regionale, nazionale ed europea in materia di rifiuti indica le linee guida e le azioni da attuare che sono tese a:

  • Prevenire la produzione di rifiuti
  • Adottare il riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti
  • Potenziare la raccolta differenziata anche mediante l’adozione della modalità porta a porta
  • Eliminare progressivamente l’utilizzo di discariche e di inceneritori

Tali linee guida relative a tutta la normativa in materia di gestione dei rifiuti, indicano come il progetto – ritenuto erroneamente strategico – di ampliamento della discarica di Ca’ Lucio, sia obsoleto, e contraddica lo spirito e le indicazioni legislative, contravvenendo all’osservanza del principio di gerarchia in esse contenuto.

 

(pagina in fase di aggiornamento)

Premessa:

l'area della discarica occupa un impluvio naturale dove sono presenti due distinti abbancamenti di rifiuti solidi urbani che fanno riferimento a periodi distinti. Nella zona a valle è presente il primo abbancamento chiamato Lotto IR della capacità di circa 180.000 mc attivo fin dagli anni ottanta e la cui coltivazione è terminata nel corso del 2000, mentre nella zona a monte è presente il secondo abbancamento chiamato Lotto IA della capacità di circa 300.000 mc la cui coltivazione è ancora in corso (anche questo lotto è praticamente esaurito);.l’A.I.A (Autorizzazione Integrata Ambientale) provvisoria della validità di 2 anni è scaduta il 3 marzo 2013 e dovrebbe essere rinnovata entro i 180 giorni previsti (quindi il 3 settembre 2013). La discarica di proprietà della Comunità Montana dell’Alto e Medio Metauro è stata gestita dalla stessa fino al 2009 anno in cui è stata ceduta a Marche Multiservizi. Dal 2009 è già pronto il progetto preliminare di ampliamento che prevede la costruzione di un ampliamento in elevazione (secondo piano) sopra quella esistente per una volumetria prevista di 680.000 mc. Ad oggi il progetto definitivo di ampliamento è sottoposto a procedimento integrato di VIA+AIA, è stato oggetto di una Conferenza dei Servizi Istruttoria il 16 marzo 2012, nella quale alcuni enti hanno richiesto integrazioni e chiarimenti che Marche Multiservizi ha consegnato nel mese di luglio 2012, da allora si attende la chiusura del procedimento con una Conferenza dei Servizi Decisoria che si dovrebbe tenere (?) in questi giorni (prima del 3 settembre dovendo rinnovare l’AIA scaduta). Le caratteristiche e criticità del progetto sono illustrate nelle slide che abbiamo utilizzato negli incontri pubblici (All 8 slide).

Cronistoria:

  • 18 luglio 1988 con Decreto Presidenziale viene rilasciata l' Autorizzazione alla gestione dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili (1° categoria) in loc. Ca’ Lucio nel Comune di Urbino. Nel 1989 la discarica entra in funzione.
  • 20 gennaio 1997 Decreto per rinnovo di anni uno dell'autorizzazione alla gestione dell’impianto
  • 27 gennaio 1998 Decreto per rinnovo di anni cinque dell'autorizzazione alla gestione dell’impianto
  • 07 settembre 1998 La Giunta Regionale approva il progetto preliminare ed esecutivo di adeguamento funzionale della discarica
  • Tra novembre 1996 e luglio 2003 la discarica produce circa 9.000 tonnellate di percolato all'anno ma non risulta sia stato smaltito presso impianti autorizzati. In quel periodo si sono constatati più di 200 casi di sversamenti di liquidi altamente contaminati trascinati a valle determinando inquinamenti di massima gravità (V classe di qualità)
  • 30 gennaio 2003 La Provincia di Pesaro e Urbino rinnova l'autorizzazione alla gestione dell’impianto.
  • Luglio 2003 la discarica viene posta sotto sequestro. Tre mesi dopo viene dissequestrata a seguito di interventi di messa in sicurezza.
  • Settembre 2003 viene presentato un progetto di adeguamento. 2004 la Giunta Provinciale approva il progetto di adeguamento funzionale della discarica.
  • Dicembre 2004 inizia il processo. Il Ministero dell'Ambiente, rappresentato dall'Avvocatura Generale dello Stato, si costituisce parte civile nel processo penale chiedendo un risarcimento danni per 40 miliardi di vecchie lire. Durante il processo emergono testimonianze che parlano di sversamenti del percolato già 15 giorni dopo la messa in funzione della discarica, per l'esattezza nel 1991 e fino a metà novembre del 2005. L'Arpam rileva dal liquido che scende a valle (nel fosso di Rio del Pian Lombardo e nel fosso di Repuglie fino alla confluenza del fiume Metauro), metalli e sostanze pericolose quali piombo e zinco che hanno determinato il grave inquinamento e la morte biologica dei corpi idrici superficiali, per un tratto di oltre 6 chilometri nei territori comunali di Urbino, Urbania e Fermignano (maggio 2003).
  • Luglio 2005 la Giunta Provinciale approva il Piano di adeguamento della discarica
  • 21 novembre 2005 la Provincia di Pesaro e Urbino autorizza la prosecuzione dell’esercizio della discarica ed all'esecuzione del Piano di adeguamento. Da allora la discarica risulta adeguata a norma di legge. 2006 vicenda Agroter. Vengono trasportati in discarica buona parte dei 23.000 metri cubi di scorie e rifiuti provenienti all'ex area Agroter di Mondavio.
  • 16 ottobre 2006 l'ex direttore dell'impianto Corrado Valentini viene condannato in primo grado dal Tribunale di Urbino alla pena di anni uno e mesi sei di reclusione, oltre al risarcimento dei danni. 11 ottobre 2007 la Corte di Appello di Ancona conferma la pena.
  • 12 giugno 2008 la Corte di Cassazione annulla la pena in modo definitivo. In sostanza si ammette il mal funzionamento della discarica e l’inquinamento da essa procurato ma si assolve quasi completamente il responsabile della struttura. ( all 5 corte di cassazione in cartella bibliografia essenziale)
  • Fine 2008 entra in funzione l'impianto di trattamento del biogas estratto da entrambi i lotti.
  • 01 luglio 2009 la Comunità Montana dell’Alto e Medio Metauro cede la gestione della discarica, a Marche Multiservizi che nell’aprile precedente consegna il piano preliminare di ampliamento ( all 2 progetto di ampliamentoin cartella bibliografia essenziale) approvato in linea di massima dalla Provincia e dalla Comunità Montana. A seguito della gestione passata a Marche Multiservizi i Comuni interessati si dividono i soldi accantonati per coprire i costi di post mortem della discarica.
  • 03 marzo 2011 viene rilasciata l’ultima A.I.A. (autorizzazione integrata ambientale) che ha durata di due anni (all 1 AIA 3 marzo 2013 in bibliografia essenziale). Entro la fine dei due anni o la discarica arriva a morte naturale oppure deve essere approvato il progetto di ampliamento.

Le criticità della discarica attuale sono riassumibili così:

  1. Marche Multiservizi rispondendo sui vincoli escludenti del piano regionale dei rifiuti marche 1999 sostiene che non ci sono falde acquifere sottostanti la discarica (pagina 10 all 1 A.I.A.) contraddicendosi nella risposta data ai comuni ( all 7 risposta Marche Multiservizi pagina 2 considerazione 2). Nel SIA viene indicata una piezometria (definita probabile) al di sotto della discarica, e i piezometri di monitoraggio presentano sempre acqua. Marche Multiservizi afferma che il franco tra fondo discarica e falda è superiore a quanto richiesto per legge. Dato che la presenza di falde acquifere è un vincolo escludente la discarica non potrebbe più essere costruita in quella zona.
  2. Secondo la cartografia consegnata (vedi all 6 cartografia) l’area di Ca’ Lucio risulta essere l’unico spazietto rimasto libero da vincoli di tutela integrale o speciale malgrado durante l’ultima conferenza dei servizi si parli continuamente di vincoli di tutela e di deroghe.
  3. E’ dimostrato che il telo di impermeabilizzazione di base in HDPE (non è presente argilla) è bucato in due punti a venti metri di profondità dove è impossibile intervenire. Marche Multiservizi sostiene di aver approntato un sistema per captare tutto il percolato che fuoriesce ma a seguito dei prelievi effettuati nel ruscello in cui sversa lo scarico dell’impianto di osmosi inversa (primi prelievi e sopraluoghi 12 ottobre 2012) si è rilevata ammoniaca fuori dai limiti. Avvisata la guardia forestale esiste un fascicolo aperto in questura di cui non possiamo sapere niente. L’A.I.A. a pag 35 chiarisce che non può esserci autorizzazione in caso di fuoriuscita di percolato.
  4. La gestione del percolato in eccesso e non gestibile internamente, cosa che capita nelle stagioni molto piovose obbliga il gestore a portar via il percolato in eccesso con i camion. Secondo i controlli del comitato composto dagli abitanti limitrofi alla discarica si sono visti passare i camion che portavano via percolato solo dopo le loro segnalazioni mai prima o negli anni precedenti. Si sospetta uno smaltimento illegale dello stesso, anche perché da alcuni dati disponibili le quantità smaltite negli anni scorsi non sono correlate alla stagionalità delle piogge, inoltre il percolato smaltito è raddoppiato a partire dalla gestione Marche Multiservizi.
  5. A seguito delle supervisioni del comitato cittadino è stato smantellato un sistema di recupero delle acque meteoriche a dir poco improvvisato (alleghiamo foto che parla da sola!). Marche Multiservizi ha pubblicamente affermato che tali acque provenivano dal piazzale dell’impianto di compostaggio: come è possibile che sia stato presente uno scarico abusivo sul suolo per diversi anni ? come è possibile che l’impianto di compostaggio sia stato autorizzato senza un adeguato trattamento delle acque di prima pioggia (come la normativa impone) ? Inoltre l’A.I.A. obbliga all’utilizzo della migliore tecnologia applicabile (BAT).
  6. Il sistema di osmosi inversa che depura il percolato, scarica con un tubo lungo circa 400 m che sfocia nel rio Lombroso sottostante la discarica (dopo la confluenza di due torrenti poiché in quel punto si afferma, senza dati certi, che il periodo di secca è inferiore ai 120 giorni/anno, configurando lo scarico in acque superficiali e non al suolo, quindi beneficiando di limiti normativi meno stringenti). Tale tubo, autorizzato dalla provincia è stato fatto passare nella proprietà privata del vicino confinante la discarica. Marche Multiservizi ha invaso una proprietà privata creando una strada, sbancando un versante e vari alberi (tra cui querce) e generando una frana nell’anno successivo. Per tale atto, portata in causa dal proprietario è stata ritenuta colpevole anche se il giudice ancora non ha firmato la sentenza che per tale motivo non è ad oggi visionabile. Occorre verificare se la discarica sia stata autorizzata grazie all’esistenza del processo di osmosi inversa, che risulta però essere stato costruito illegalmente in proprietà privata. Il proprietario del terreno intende chiedere la rimozione del tubo. Dato che lo scarico non è possibile realizzarlo con un latro percorso l’autorizzazione potrebbe non venir rilasciata.
  7. I livelli olfattometrici sono fuori controllo come riscontrato dalla popolazione e in parte rilevato dalla ditta Progress incaricata di svolgere analisi aggiuntive (vedi dati progress in allegato).

16 marzo 2012 avviene la prima conferenza dei servizi per valutare l’ampliamento della discarica e il rilascio delle relative autorizzazioni. La conferenza valutato il progetto di ampliamento chiede alcune integrazioni. (vedi in allegato 2, 3 e 4 progetto di ampliamento, conferenza dei servizi e integrazioni Marche Multiservizi in cartella bibliografia essenziale)

Riassumendo, il progetto prevede di triplicare la discarica esistente. Dato che non si è mai visto che un ampliamento preveda una triplicazione d’ora in poi anche se in modo improprio parleremo di “nuova discarica”. La nuova discarica, dato che non c’è spazio per un ampliamento orizzontale si amplierà in verticale, sopra la discarica esistente (che ricordiamo ha già il telo di contenimento sfondo). Le due discariche saranno separate da uno strato argilloso di 1 m e dal telo in HDPE, mentre le pareti, scoscese, verranno impermeabilizzate con il solo telo HDPE. La discarica potrà crescere in altezza fino a 25 metri. Il sistema di raccolta del percolato e di emungimento del biogas saranno completamente separati dalla discarica sottostante, anche per questo non è corretto parlare di ampliamento ma di nuova discarica. Gli aspetti salienti del progetto sono visibili anche nella presentazione che abbiamo usato per spiegare il progetto ai cittadini ( all 8 in bibliografia essenziale).

Le criticità più evidenti dell'ampliamento sono:

  1. la nuova discarica insiste su una vecchia discarica già compromessa, nata male e mal funzionante dal suo inizio negli anni 80.
  2. L’individuazione di sito strategico per il trattamento di rifiuti in una valle incontaminata, piena di falde acquifere e corsi d’acqua che portano al fiume Metauro, in zona paesaggistica vincolata ci sembra una scelta scellerata.
  3. I cedimenti differenziali che la discarica subisce e subirà nei prossimi decenni (per la putrefazione dei rifiuti, per l’emungimento del biogas e del percolato, per il peso della nuova discarica posta sopra quella vecchia) a dire dei progettisti non sono calcolabili con affidabilità, quindi non è confutabile il rischio di collasso del sistema di impermeabilizzazione della nuova discarica con infiltrazione del percolato nella sottostante vecchia discarica che ha già il telo di base bucato.
  4. Le due discariche produrranno biogas per molti decenni che gli stessi progettisti ammettono di non riuscire a recuperare completamente: fino al 2040 si libereranno in atmosfera oltre 100 mc/ora di biogas formato in gran parte da metano ed anidride carbonica, ma anche con presenza di sostanze tossiche e cancerogene.
  5. La provincia intesa come ATO possiede altre discariche la cui capienza permetterebbe di smaltire i rifiuti per altri 10 anni all’attuale tasso di raccolta differenziata. Non è un’opera di interesse pubblico ma di solo interesse privato: Marche Multiservizi ha presentato un piano finanziario che prevede l’introito per 22 anni di 2,5 milioni/anno necessari alla remunerazione dell’investimento.
  6. Marche Multiservizi nel suo piano di attuazione della raccolta differenziata prevede di fermarsi al 65% per poter raccogliere gli stessi quantitativi annui attuali (circa 32.000 t), altrimenti non rientra nei costi di costruzione e gestione della nuova discarica.
  7. La discarica, come già sta accadendo verrà riempita con rifiuti provenienti da fuori regione e nazione.
  8. La strada che da Urbino porta alla discarica (73 bis) non è in grado di sostenere il traffico di mezzi pesanti necessari per l’ampliamento (96 al giorno ) e neanche quelli che portano via il percolato (fino a 20 al giorno nei periodi più piovosi). Abbiamo riscontrato che in alcuni punti non ha la grandezza regolamentare di 6 metri ma ci risulta che anche fossero 6 metri in alcuni punti con curve a gomito sarebbero ugualmente insufficienti (vedi foto 73 bis)
  9. Sono in arrivo alcune modifiche alla normativa nazionale sull’ambiente riguardanti la tutela risarcitoria in caso di danni e la valutazione di impatto ambientale (Via, che è l’altra autorizzazione necessaria alla discarica) con il disegno di legge approvato al senato lo scorso 8 luglio e votato oggi alla camera. Le nuove disposizioni inaspriscono le pene per reati ambientali causati da smaltimento dei rifiuti e dettano nuove linee guida per la procedura di impatto ambientale. Il rischio è che la conferenza dei servizi autorizzi una discarica che sarà fuori legge tra pochi mesi.

Entro il 3 settembre dovrà nuovamente riunirsi la conferenza dei servizi perché l’A.I.A. è in scadenza.

Azioni del Mettup Movimento 5 Stelle di Urbino, anche in collaborazione al Comitato:

  1. Provocato la nascita del Comitato per il Controllo della Discarica di Cà Lucio (a cui aderiscono: una decina di residenti di Montesoffio – dove sorge la discarica-, Legambiente, Cittadinanza Attiva, Sel, M5S, IDV, Comitato Centro Storico Urbino, Progetto Acqua Urbania).
  2. Coordinamento con Comitato Provinciale legge Rifiuti Zero, Acqua bene Comune, La Salute ci riguarda.
  3. Sensibilizzato la popolazione con incontri pubblici a cui hanno partecipato alcuni sindaci, assessori e consiglieri (Fermignano, Urbino, Montesoffio, Mazzaferro).
  4. Invio di articoli sui giornali (raramente vengono pubblicati quelli a firma M5S, a differenza di quelli di Legambiente, Sel, Comitato, consiglieri di maggioranza/minoranza, liste civiche, dall’inizio dell’anno sono usciti almeno 3/4 articoli a settimana sulle varie testate locali).
  5. organizzazione di diversi banchetti in Urbino per la raccolta di firme sulla proposta di legge rifiuti zero e per una petizione contro la discarica e a favore della raccolta differenziata porta a porta per il comune di Urbino (raccolte 500 firme), con distribuzione di volantini illustrativi.
  6. organizzata una conferenza stampa con passeggiata pubblica e sopralluogo sulla discarica.
  7. invio di lettere aperte ai sindaci chiedendo di opporsi al progetto (hanno sortito una presa di posizione contraria all’ampliamento solo da parte del sindaco e della giunta di Fermignano e una richiesta di chiarimenti a Marche Multiservizi da parte della Comunità Montana Alto Medio Metauro e del sindaco di Urbania che però alla fine ha dato parere favorevole all’ampliamento).
  8. invio di una lettera di diffida all’ANAS per la non idoneità della strada che percorrono gli automezzi che portano a smaltimento il percolato in eccesso.
  9. organizzati due convegni (Urbino e Fermignano) sulla raccolta differenziata porta a porta.
  10. organizzato un convegno su strategie alternative alla discarica (rifiuti zero con relatore Piras) invitando i 33 sindaci dei comuni che smaltiscono in discarica che non si sono presentati (unico rappresentante il rappresentante del comune di Urbino nel consiglio di amministrazione di Marche Multiservizi).
  11. spinto i consiglieri di minoranza di Urbino e Fermignano a presentare mozioni contro l’ampliamento (a Fermignano è stata approvata ad Urbino respinta)
  12. spinto per un consiglio comunale monotematico ad Urbino che si è tenuto a luglio, al quale siamo intervenuti con un nostro (comitato) parere ma dal quale è uscito un completo asservimento dell’amministrazione a Marche Multiservizi e anche una profonda ignoranza tecnico-normativa
  13. organizzato riunioni con consiglieri di minoranza e maggioranza urbinati per dibattere sulla tematica della gestione dei rifiuti
  14. aperto 2 pagine e 1 profilo su facebook monotematico sulla discarica con inserimento delle criticità del progetto e relativo commento (visitati a circa 4000 persone): NON Ampliate Cà Lucio, Ampliamento Discarica Cà Lucio, ecc…

Per approfondire vedi anche:

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