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Ragioni a 5 stelle

Oggi Urbino è una città morente. E’ stata soffocata dai suoi amministratori. Una morte lenta, silente, qualche volta  addirittura inconsapevole. Urbino con le sue terre, benché ricche di un patrimonio storico culturale unico al mondo, è sempre rimasta fuori dai circuiti turistici importanti. Considerata una città d'arte e di cultura non se n'è consentito uno sviluppo industriale. La vocazione universitaria si è affievolita man mano che l'offerta formativa è diventata più capillare su tutto il territorio nazionale senza che ci sia stata la capacità di far valere il vantaggio di essere stata una delle prime università italiane. Poche possibilità di lavoro, pochi servizi e con i prezzi delle case alle stelle la città si è svuotata dei giovani, la popolazione  è diminuita, l'età media si è di conseguenza alzata.

Quest’agonia, per molto tempo è stata vista, e da tanti, come una sorta di “giusta” ibernazione della città e del suo territorio; come il tentativo di fermare il tempo, per consegnare ai posteri, intatto, un territorio fantastico, sottraendolo a quell'inevitabile alterazione che il progresso necessariamente avrebbe portato con se.

Ma questa generosa interpretazione si è improvvisamente infranta di fronte ad episodi di una gravità tale che non lasciano spazio a dubbi. L’immobilità trentennale non è stata una strategia di salvaguardia della “perla” del Montefeltro ma soltanto il risultato dell’inettitudine a governare dei nostri amministratori.

La soppressione della ferrovia, la “bretella”, Il piano del colore, il mostro di Santa Lucia, la gestione dei rifiuti con il progetto di ampliamento della discarica, l’incapacità di concepire una viabilità che non sia “facciamo la superstrada” sono tutti episodi che dimostrano tutto meno che un’attenzione verso l’integrità del territorio e verso un oculato utilizzo dei soldi pubblici.

La forza, la tenacia, qualche volta l’accanimento con cui il Movimento 5 stelle di Urbino si batte sulle tematiche ambientali, nascono dalla consapevolezza che il territorio, il paesaggio, la qualità e la salubrità dei luoghi sono un bene prezioso che non possiamo sprecare. Costituiscono, accanto ai monumenti e alle numerose opera d’arte che fanno di Urbino uno dei 42 siti UNESCO in Italia, l’unica e, probabilmente, l’ultima risorsa che può consentirci di costruire un’economia che finalmente riconosca al “Ducato” del Montefeltro ed ai suoi abitanti quel ruolo d’eccellenza che merita.

Ecco allora che l'assessorato all'ambiente assume un ruolo fondamentale, che va al di là delle semplici ragioni ambientalistiche ma che diventa strategico in ordine allo sviluppo economico del nostro territorio. Chi ne ha la responsabilità, assieme all'amministrazione comunale tutta, non può svolgere un ruolo "gregario" finalizzato a ratificare decisioni prese altrove. Al contrario deve svolgere un ruolo attivo di presidio sul territorio condividendo con i cittadini, in nome della trasparenza, i valori di questa difesa, cercando sinergie ed alleanze con i comuni vicini perché quest’ultima sia più efficace.

Nel nostro ultimo articolo abbiamo chiesto all'assessorato all'ambiente, in modo provocatorio, di devolvere il suo compenso alle associazioni ambientaliste che presidiano il territorio; oggi chiediamo al partito cui l'assessore appartiene , i verdi, di attivarsi concretamente a fianco delle associazioni ambientaliste e del Meetup di Urbino, per una raccolta fondi allo scopo di aiutare le 34 famiglie del Comitato “Cà Lucio” per affrontare le spese del ricorso presentato al TAR contro l’ampliamento della discarica. Siamo convinti e fiduciosi che il partito dei Verdi ( che dovrebbe avere come scopo principale la salvaguardia dell’ambiente) non volterà le spalle alla nostra richiesta. Rinnoviamo il nostro invito all'assessore Tempesta a raggiungerci in occasione dei nostri incontri settimanali (tutti i mercoledi in via G.Dini n.16) per un costruttivo confronto.

Urbino 19-12-2013 Meetup Urbino

verdi ca lucio

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