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La nostra posizione sull’accoglienza dei migranti

Il Movimento 5 Stelle Urbino prende posizione sull’accoglienza migranti a Ponte Armellina e in generale nel nostro Comune.

migrantiApprendiamo dalla stampa che lunedì 11 Aprile ci sarà un trasferimento di migranti, già ospitati in altra struttura, nel quartiere di Ponte Armellina (Urbino 2). Il trasferimento avviene a seguito del bando della prefettura, cui ha partecipato la cooperativa Labirinto assegnataria e gestrice del gruppo. Alla definizione del progetto manca solo il parere positivo dell’Amministrazione comunale sulla idoneità dei locali messi a disposizione dalla cooperativa.

Nell’articolo in questione il Sindaco Gambini afferma esservi un canale aperto con la prefettura per verificare “problemi di convivenza che potrebbero derivare per la presenza dei residenti del quartiere di Ponte Armellina”. Il quartiere come è noto, è interamente occupato da migranti, già da molti anni in Italia e alcuni in possesso della cittadinanza. Successivamente, nello stesso articolo, il Sindaco afferma “andremo a vedere se i locali sono davvero idonei per ospitare i profughi, anche da un punto di vista strutturale e per i servizi”. Sembra insomma di capire che la cosa sia ormai decisa.

La prima cosa da rilevare è il mancato coinvolgimento degli abitanti e non vale la semplicistica affermazione che si tratta di migranti tra migranti. Le 25 persone trasferite sono single e non si sa se profughi o clandestini, posizione ancora da verificare, infatti nel bando della prefettura si precisa che si tratta di temporanea sistemazione.

Gli abitanti del quartiere sono invece famiglie con figli e talvolta famigliari che si dicono preoccupati per questa intromissione in un quartiere di cui tutto si può dire ma non che sia socialmente, economicamente ed etnicamente stabile. Uno degli elementi chiave del famoso “Protocollo d’intesa” sottoscritto da tutti gli Enti pubblici nel lontano 2010 era la necessità di superare o almeno stemperare la situazione di quartiere ghetto degradato insieme alla necessità di migliorare la qualità urbana delle abitazioni, il sovraffollamento degli edifici e l’adeguamento a standard accettabili delle infrastrutture urbanistiche. A tutt’oggi nulla di ciò è stato fatto, sembra in corso una ristrutturazione a macchia di leopardo che non risolverà alcuno dei problemi elencati nel protocollo, pur con forte esborso di danaro pubblico, e siamo certi che il nuovo elemento che si va a introdurre nel quartiere non potrà che aggravare, se possibile, la già degradata realtà sociale.

La coop Labirinto è una cooperativa di tipo A, vale a dire che persegue l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale attraverso la gestione dei servizi socio-sanitari ed educativi. Come è possibile che con tali finalità si scelga come luogo un quartiere ghetto contravvenendo ai principi fondanti della sua stessa esistenza? Si è visto a Roma che cosa possa diventare una cooperativa sociale quando si allontana da quei principi. Pensiamo che Ponte Armellina sia la sola località da escludere nella accoglienza ai migranti.

Urbino ha una tradizione storica per l’accoglienza; un tempo moltissime famiglie accoglievano nelle proprie abitazioni e alla propria tavola ospiti paganti. Ora i tempi sono cambiati ma vi sono molte strutture ricettive che potrebbero essere interessate all’accoglienza, anche per un interesse economico come mostrato altrove da molti alberghi allettati dai 37 euro pagati giornalmente per ciascun migrante.

Pensiamo sia corretta la preoccupazione di Gambini sui problemi di convivenza e che, se ormai appare certo l’affidamento alla Labirinto e la scelta del luogo, l’Amministrazione debba immediatamente muoversi perché questa sia una sistemazione del tutto temporanea e altre soluzioni siano trovate per l’accoglienza; sarebbe stato opportuno che l'Amministrazione avesse per tempo predisposto un piano per l'accoglienza, ma distratti dalla questione “fusione con Tavoleto”, hanno trascurato ciò che era inevitabile

Questa è la prima volta che al nostro Comune sono affidate “quote” di migranti ma è certo che non sarà l’ultima e l’Ente pubblico più vicino alla gente ha l’obbligo di provvedere a che da noi non si verifichino le tragedie cui i media ci avvicinano ormai quotidianamente. Per conto nostro stiamo preparando una proposta che porteremo in uno dei prossimi consigli.

Crediti immagine/fonte: giovannacosenza.wordpress.com

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