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Fusione - Gresta e Gambini: sindaci dimezzati dal voto elettorale

Fusione urbino tavoletoDopo la sconfitta nel referendum per la fusione per incorporazione con il Comune di Urbino Il Consiglio comunale di Tavoleto è stato convocato con all’o.d.g. il recesso dalla convenzione al segretario comunale chiamato a recitare la parte del capro espiatorio (che per carità ne ha di responsabilità) ma, come se la maggiore responsabilità non fosse sempre di colui che comanda e decide e non dei cattivi consiglieri.

Anche il Sindaco Gambini vorrebbe sfuggire alle sue responsabilità, ma lo fa con l’arroganza che conoscono bene in Consiglio comunale, dichiarando che gli elettori non sono maturi. Questo è veramente il colmo. Gambini si permette di esprimere ciò che nessun politico dotato di un minimo di umiltà si permetterebbe nei confronti degli elettori che hanno idee diverse dalle sue. Non sarà vero il contrario, ossia che sia lui a non essere maturo per fare il Sindaco. Il Movimento 5 Stelle lo aveva avvertito: primo che l’iter seguito per la incorporazione con Tavoleto era inammissibile perché in palese contrasto con la legislazione nazionale, ma a nulla erano serviti i gli appelli accorati in Consiglio Comunale del nostro portavoce Emilia Forti, era andato come un treno incontro allo stop del TAR. In seguito il Movimento 5 Stelle lo aveva consigliato di procedere verso forme amministrative più efficienti attraverso fusioni dopo un percorso che guardasse alla logica e non a far cassa e demagogia.

Ecco cosa scrivevamo “Il movimento 5 Stelle considera la fusione tra comuni un evento importante che deve coinvolgere territori affini e portare vantaggi duraturi per tutti La fusione tra comuni deve essere un processo costruito con le popolazioni interessate e con l’obiettivo rivolto a sinergie strategiche: razionalizzazione dei servizi, economie di scala, affinità geografiche e strutturali, coordinamento di politiche culturali, turistiche e industriali.” Tutto ciò mancava all’accorpamento frettoloso che si andava a costruire, prodotto di necessità di bilancio per Tavoleto e politica demografica per Urbino.

I vantaggi temporanei inseriti dal legislatore nazionale dovrebbero essere complementari rispetto alle motivazioni durature; tra l’altro solo soldi promessi e non realmente disponibili. E pur vero che in questo percorso a testa bassa ha avuto anche tanti compagni di sventura: innanzitutto le forze politiche della sua maggioranza che in consiglio votano sempre e comunque quanto proposto dalla Giunta, e poi anche la truppe del PD urbinate che come sempre, autoreferenziali e poco attenti alle forme democratiche di partecipazione, hanno seguito le direttive che venivano da Pesaro e da Ancona.

Gambini dovrebbe invece chiedere scusa agli elettori per gli errori commessi, per le spese inutili effettuate, per il tempo sprecato e soprattutto per non aver studiato e riflettuto abbastanza sul difficile compito di guidare una città. Lo sollecitiamo inoltre di chiedere scusa anche a noi che gli avevamo dato buoni consigli ed eravamo stati trattati come quelli che alla politica del fare voltano le spalle.

Infine, ricordiamo a Gambini e al PD che, scelte così importanti per una comunità, non potranno mai essere imposte dall'alto ma che richiedono un serio percorso di accompagnamento.

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