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M5S VS E78 - Noi non cadiamo nella trappola !

e78Quello di riproporre il progetto della mitica "Autostrada dei due Mari" è oramai uno "schema di gioco" già visto, adottato con regolarità all'avvicinarsi di qualche tornata elettorale.

 

Certo, perché la sola idea della "strada" riaccende in molti le speranze per uno sviluppo economico del territorio e fa luccicare gli occhi a tutti quelli che ritengono il completamento della Fano-Grosseto un'occasione di guadagno se non di speculazione.

Quando si parla di "Grande Opera", in Italia, Il tentativo delle forze politiche e delle amministrazioni è proprio quello di trasformare queste aspettative in consenso elettorale e, quando il solo riaccenderle non è sufficiente, di trovare i fondi necessari per iniziarla ed assegnare i lavori così che quel consenso sia maggiormente "stimolato". Poco importa se poi non se ne farà nulla, se verrà realizzata male o parzialmente oppure se è del tutto inutile; ci sarà tempo e modo, per chi l'ha sostenuta e spinta, di sottrarsi alle responsabilità politiche e personali.

E' incredibile come per molti italiani sia così difficile imparare dal passato, e come si abbia sempre bisogno di sperimentare su se stessi le conseguenze, spesso devastanti, di scelte sbagliate. Eppure in Italia, soprattutto sul tema delle grandi opere-bufala, non abbiamo da imparare niente da nessuno! Abbiamo collezionato centinaia di opere pubbliche incompiute a cui vanno aggiunte le migliaia realizzate male o realizzate affrontando costi moltiplicati rispetto ai capitolati iniziali. Parliamo di miliardi di euro buttati nel cesso ! Le note difficoltà italiane di questo momento storico sono anche il frutto di una politica che ha perso completamente il senso della “cosa pubblica” e che privilegia gli interessi privati a danno della collettività.

Il compito della classe dirigente sarebbe quello di tutelare e perseguire il bene comune. Nella realizzazione delle opere pubbliche questo significherebbe raccogliere tutti quegli elementi (il più possibile oggettivi) che consentano di procedere ad una valutazione seria e rigorosa del rapporto costi- benefici. Attenzione però che i costi non sono solamente quelli di natura economica e, soprattutto, non sono solo quelli apprezzabili nell’immediato ma anche quelli che richiedono tempi più lunghi per essere visibili. Relativamente alla Fano-Grosseto, ad esempio, non è mai stata fatta un’analisi seria sul volume di traffico che innescherebbe.

Solo questo fatto dovrebbe render l’idea dell’approssimazione con cui si muovono le amministrazioni dello Stato: si decide di fare un investimento di quasi TRE MILIARDI di euro per realizzare una strada con una capacità di traffico di circa 25/30 mila automobili al giorno senza preoccuparsi di capire se ne transiteranno 5 mila piuttosto che mille o 10 mila! In altre parole, vogliono ultimare la Fano-Grosseto senza sapere se serve! Se i vantaggi ed i benefici non sono certi, dato che non sono stati studiati e quantificati, invece i COSTI sono certissimi: è certo che i costi economici per la collettività saranno ben più alti di quanto dichiarato (visto che in Italia è sempre così e non si capisce perché in questo caso le cose debbano andare diversamente); è certo che la vocazione turistica che questi territori hanno consolidato negli anni grazie ai loro paesaggi meravigliosi verrà irrimediabilmente compromessa; è altrettanto certo che non sarà più possibile sviluppare quell’agricoltura biologica che appariva come una linea di sviluppo possibile per l’alta valle del Metauro e capace di creare lavoro e “business”; infine, è certo che l’inquinamento ambientale e acustico, la durata decennale del cantiere con le sue polveri, il degrado conseguente alla violenza esercitata sul territorio cambierà per sempre la qualità della vita e la salute di chi abita quest’area.

La Fano-Grosseto è figlia di questa vecchia politica, di una logica deprecabile che tutto realizza tranne che l'interesse della collettività. In tema di grandi opere la politica italiana mostra tutte le sue contraddizioni, la sua dissociazione, la sua schizofrenia. Si afferma tutto ed il contrario di tutto. Si dice di voler valorizzare e promuovere il territorio per le sue bellezze naturali e culturali e si ha il coraggio di proporre un progetto che colpisce al cuore proprio ciò che si dice di amare. E’ come un uomo che dice di adorare la sua compagna e poi la picchia a sangue!

Questa politica non è più credibile perché è la stessa che ci ha fatto diventare famosi in tutto il mondo per le opere incompiute, malfatte o inutili, è quella che ha ispirato le barzellette dell’italiano furbo che la fa in barba a tutti per il suo tornaconto. La stessa che ha approvato più di vent’anni fa il traforo della Guinza urlandone a destra e a manca la sua indispensabilità. Per quell’opera sono stati spesi 300 milioni di euro e dopo vent’anni è ancora li a marcire nonostante i discorsi, nonostante le promesse, nonostante la sua strategicità! Perché dobbiamo fidarci ora per l’ennesimo rilancio dello slogan “Completiamo la Fano-Grosseto perché è un’opera strategica”? Se fosse così strategica allora è stata sbagliata strategia visto che sono 30 anni che se ne parla “a vanvera” Chi ci assicura che non si tratta dell’ennesima bufala ? Noi del Movimento 5 stelle non cadremo in questa TRAPPOLA e ci opporremo con fermezza a questa ipotesi di completamento perché mancano TOTALMENTE le premesse su cui fondarlo. Del resto per i principi che ispirano il nostro movimento siamo contro la cementificazione selvaggia ed il consumo sconsiderato del territorio; guardiamo ad uno sviluppo in cui il trasporto su strada non è certo destinato ad aumentare perché crediamo nella localizzazione delle risorse.

Abbiamo a cuore la salute delle persone e non la barattiamo per favorire gli interessi di chicchessia. La politica per noi è impegno civico che sa e deve guardar lontano per la realizzazione del bene comune. Se poi i cittadini della provincia di Pesaro e Urbino, ed in particolar modo quelli della valle del Metauro, sono convinti che sia necessario migliorare la viabilità delle nostre strade ed il collegamento con Umbria e Toscana, è bene che riflettano seriamente sulla possibilità di una immediata apertura del traforo della Guinza al traffico locale ed al potenziamento dell’attuale Flaminia. Queste due azioni di buon senso permetterebbero di realizzare quel collegamento “strategico” con la costa tirrenica a fronte di investimenti sicuramente ben più modesti rispetto ai 3 miliardi di euro previsti per il completamento della E 78 e con tempi di realizzazione decisamente più brevi.

 

Meetup Urbino

Meetup Saltara

 


 

Video tratto dalla trasmissione di RAI 3 " Alle falde del Kilimangiaro" del 27 ottobre 2013

 

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